Woody Allen, in uno dei suoi celebri aforismi, affermava: “Ci sono cose peggiori della morte. Avete mai trascorso una serata in compagnia di un agente assicurativo?”.
In effetti, molto spesso, quando si pensa all’assicuratore, si ha davanti agli occhi l’immagine di un professionista che, in un modo o nell’altro, cerca di “vendere” delle polizze, possibilmente infarcite di garanzie di cui neppure si sentiva la necessità, tentando di convincerci che i prodotti proposti sono i più vantaggiosi ed innovativi del mercato.
Una ammissione di colpa, da parte di noi clienti, va tuttavia, con una certa onestà, resa: l’appuntamento con l’assicuratore è concepito, per i più, come uno spazio di tempo dedicato alla contrattazione del prezzo di un prodotto che non si conosce, che spesso neppure si vuole esaminare, che di frequente non si sa apprezzare e che, molto probabilmente, verrà riposto in un cassetto in attesa del prossimo rinnovo (se, ovviamente, tutto va bene!).
Ebbene, nell’esperienza di chi scrive, Luca Fabbian ha avuto il merito di ribaltare completamente l’approccio sopra descritto e, soprattutto, di fornire gli strumenti per rendere l’appuntamento con l’assicuratore un momento di analisi guidata della propria situazione personale, familiare e patrimoniale, svolta con la consapevolezza che la prudenza è una grande virtù, mentre l’incertezza è sempre una danno.
Il metodo di valutazione è stato, direi, quello “scientifico”: raccolta delle informazioni; osservazione preliminare; scelta delle grandezze; ipotesi; esperimento di verifica.
In primis, Luca propone un questionario di valutazione dei rischi semplice ma completo: per capire le nostre necessità è necessario valutare le informazioni, ovvero gli “elementi” di cui disponiamo (siano essi risparmi, immobili, condizioni di salute, prospettive lavorative, ecc.). L’osservazione di tali elementi ci suggerisce le nostre aspettative di tutela (tutti possiedono dei valori e degli interessi, ma non per tutti la gerarchia degli stessi è la medesima). Andranno scelte poi le grandezze, ovvero il quantum da sottoporre a tutela e gli importi da mettere in gioco. Infine, ecco che vi sono gli elementi per ipotizzare una forma di tutela, gli obiettivi che ci prefissiamo e i ragionevoli margini di sicurezza che ci vengono riconosciuti. Alla fine, il questionario di verifica, per valutare – calando lo strumento assicurativo nella nostra condizione personale – il margine di soddisfazione.
Accanto a questo nuovo metodo, vanno poi riconosciute a Luca la preparazione e la disponibilità di tempo messe in campo: stipulare una polizza che non si è compresa (e sulla quale possiamo dunque fare poco affidamento, anche nel momento del bisogno), che magari presenta coperture parziali (perché redatta in altri momenti della nostra vita) e che da anni viene mantenuta immutata (perché la pigrizia ci conduce a preferire il comodo “rinnovo automatico”), equivale ad indossare un vestito che conserviamo da anni nell’armadio, fuori moda, probabilmente strappato in molti punti, magari proprio nelle occasioni più importati della nostra vita.
Infine, va riconosciuta a Luca la propensione alla valutazione della situazione del cliente “a tutto tondo”, ovvero la capacità di valutare il problema della sicurezza economica nel suo complesso, declinandolo nei diversi ambiti della vita, sia presente, sia futura.
In conclusione, posso testimoniare con convinzione che l’analisi della mia situazione personale mi ha consentito una scelta accurata e ponderata degli strumenti di tutela da mettere in campo; come spesso accade, l’accurata pianificazione preliminare consente chiarezza, sicurezza e, non ultimo, anche risparmio economico.
Pertanto, mi sento di consigliare, con cognizione di causa, un colloquio con Luca Fabbian, e ciò indipendentemente dalla necessità o dall’intenzione di mutare o integrare i propri strumenti assicurativi, quanto piuttosto perché se ne ricava un sicuro arricchimento personale sotto il profilo della consapevolezza degli strumenti di cui si dispone per affrontare il futuro. Del resto, per citare un filosofo sicuramente molto caro a Luca, “il futuro influenza il presente tanto quanto il passato” (Friedrich Nietzsche).
